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PADOVA

pull and bear

2015 - completed

L'ambito oggetto di studio comprende la porzione di tessuto urbano compreso fra la via Roma, la Riviera Tito Livio e Passaggio Tito Livio aderente all'edificio della Banca d'Italia di Giuseppe Samonà.

La necessità di preservare e ove possibile recuperare SPAZI verdi all'interno della maglia del centro storico, in alcuni casi definita e sedimentata nella storia, in altri  esito di una evoluzione guidata da esigenze contingenti, porta a riconsiderare il concetto di vuoto urbano, tema che ha da sempre caratterizzato con diverse declinazioni, la storia dell'architettura e dell'urbanistica; tema che è e rimane attuale e seguendo lo sviluppo delle città.

Lo sviluppo disordinato interno alle geometrie consolidate genera situazioni che, pur occupando, ed in certi casi saturando lo spazio a disposizione, concedono alcune opportunità se si ripensa lo spazio e le possibili modalità di recupero e utilizzo delle stesse. E' il caso, per esempio, e con le dovute proporzioni, del recupero di talune infrastrutture obsolete ed inutilizzate all'interno della città di New York restituite ai cittadini sotto forma di parco urbano in quota. L'utilizzo di questi spazi assume nuove connotazioni e valenze facilmente intuibili: la riqualificazione urbana, il miglioramento della qualità di vita, una migliore efficienza nello sfruttamento del suolo che conserva le sue funzioni alla quota zero.

In questo senso la necessità di intervento su immobili esistenti compresi nel tessuto saturo della città può fornire delle opportunità che vanno oltre le esigenze del singolo e aprire nuove possibilità di riqualificazione di ambiti più ampi.

Questo approccio consente di riordinare, stabilire nuove regole, riallacciare rapporti fra le parti persi nel corso delle trasformazioni, di riqualificare parti sviluppate come retri restituendo qualità architettonica agli edifici e quindi urbana agli ambiti.